Newsletter Edilizia, aggiornamento al 16 Marzo 2026

Newsletter Edilizia, aggiornamento al 16 Marzo 2026

Gentilissime e gentilissimi in indirizzo,

sottoponiamo alla vostra attenzione la Newsletter Edilizia, con gli ultimi aggiornamenti tecnici, fiscali e giuridici a cura di CONFAPI ANIEM alla data del 16 Marzo 2026

Questi gli argomenti trattati:

CONFAPI ANIEM: misure urgenti per fronteggiare aumento dei prezzi

Nei giorni scorsi CONFAPI ANIEM ha diffuso un comunicato nel quale si sollecitano interventi urgenti per fronteggiare l’aumento delle materie prime, dei costi energetici e di trasporto che sta colpendo il settore delle costruzioni a seguito del conflitto nell’area medio orientale.

Il Presidente dell’Associazione delle PMI Edili, Giorgio Delpiano ha evidenziato come, a seguito di un’indagine avviata dalla stessa Organizzazione imprenditoriale “da tutte le zone del Paese le imprese stanno denunciando un’escalation incontrollata dei costi che si è già tradotta in un incremento che supera il 12% per alcuni materiali (bitume per asfalto, conglomerati, acciaio, materiali per l’impermeabilizzazione, etc).

La situazione è resa ancor più grave per gli appalti finanziati con il PNRR per l’impossibilità di chiedere la sospensione dei lavori stante l’esigenza di rispettare le tempistiche del Piano”.

“Servono pertanto risposte efficaci e urgenti che consentano di:

monitorare costantemente l’andamento dei prezzi istituendo un apposito osservatorio partecipato dalle rappresentanze del sistema produttivo che, sulla base di dati oggettivi, possa neutralizzare meccanismi speculativi e rilevare gli aumenti in tempo reale;

definire misure straordinarie, come avvenuto nel corso della guerra in Ucraina, che consentano di compensare gli aumenti imprevisti analogamente a quanto previsto dal “decreto aiuti”, oggetto di successive proroghe. A tal fine è tuttavia fondamentale che le regioni aggiornino celermente i prezzari, altrimenti i SAL compensativi non potranno garantire alcun riequilibrio economico della commessa;

accelerare l’attivazione del nuovo sistema revisionale introdotto dal Codice Appalti con l’emanazione del decreto sui nuovi indicatori per tipologie omogenee di lavorazioni. Questo sistema costituirebbe una soluzione strutturale e tale da risolvere le criticità per gli appalti futuri.”

Il Presidente Delpiano ha chiesto quindi al Governo di “intervenire prontamente nella gestione degli appalti in corso scongiurando il rischio di destabilizzazione degli equilibri economici, ma anche di salvaguardare la programmazione dei prossimi appalti consentendone una ridefinizione realistica dei costi. La tempistica – conclude Delpiano – è importante tanto quanto i contenuti delle iniziative che il Governo auspichiamo voglia attivare. Ci auguriamo che questo appello non resti inascoltato.”

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha convocato per il prossimo martedì 17 marzo il Tavolo nazionale dedicato alle Piccole e Medie Imprese nell’ambito del quale interverrà anche CONFAPI unitamente alle principali rappresentanze del sistema produttivo. Nel corso della riunione saranno condivisi aggiornamenti sugli impatti relativi all'escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente sul sistema produttivo nazionale, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese, nonché sugli effetti sui mercati energetici.

Parere MIT su ricalcolo della soglia di anomalia

Nel Parere n. 4067 del 2 marzo, il MIT, intervenendo su una gara sottosoglia con esclusione automatica delle offerte anomale e inversione procedimentale, ha fornito indicazioni sulla possibilità di effettuare il ricalcolo della soglia di anomalia a seguito dell’esclusione di un’impresa per mancata dimostrazione della congruità dell'offerta.

Il Ministero ha precisato che il ricalcolo della soglia di anomalia delle offerte è legittimo anche nelle gare in cui la stazione appaltante abbia optato per il meccanismo dell’inversione procedimentale.

La soglia di anomalia risulta immodificabile solo al momento dell’aggiudicazione come previsto dall’art.108 del Codice Appalti.

“La soglia di anomalia, infatti, essendo condizionata dal numero dei concorrenti e dell’importo dell’offerta da questi elaborata, può subire variazioni, qualora uno o più di uno dei con correnti venga escluso ovvero riammesso alla gara. La rideterminazione della soglia, in applicazione del meccanismo della regressione procedimentale, comporta la rinnovazione degli atti di gara successivi all’individuazione della prima soglia e la conseguente modifica della graduatoria già predisposta”.

MIT: istituito Tavolo Tecnico per opere incompiute

È’ stato istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il Tavolo tecnico sulle opere incompiute, previsto dal DL Infrastrutture, con l'obiettivo di definire criteri chiari e condivisi per individuare le opere da sbloccare per prime.

Il Tavolo ha l’obiettivo di rafforzare il monitoraggio e mettere in luce le criticità che impediscono il completamento dei lavori, cosi da affrontarle con soluzioni operative.

Il Tavolo riunisce rappresentanti del MIT, del Ministero dell'Economia e delle Finanze, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano: un lavoro di squadra istituzionale per sbloccare i cantieri fermi, definire priorità chiare e garantire che le risorse pubbliche si traducano in opere complete e utili per i cittadini.

ANAC: sono 2858 le Stazioni Appaltanti qualificate

L’ANAC ha fornito l’aggiornamento sul numero delle stazioni appaltanti qualificate per l’affidamento di contratti pubblici (report aggiornato al 31 dicembre 2025): per il settore dei “Lavori” il numero di amministrazioni qualificate si attesta a 2.858 unità (di cui 635 solo per “Lavori” e 2.223 ricomprendenti anche “servizi e forniture”), 227 delle quali nel Lazio.

Complessivamente il totale delle amministrazioni qualificate è pari a 3.680, con il 17,3% per “Lavori”, il 22,3% per “Servizi e forniture” e il 60,4% per entrambi i settori.

Nel report pubblicato sul sito dell’Autorità sono consultabili ulteriori dati relativi a livelli di qualificazione, centrali di committenza ed amministrazioni convenzionate, distribuzione delle amministrazioni qualificate per regione, punteggi riguardanti “competenze” e “formazione” del personale, comparazione tra qualificazione dei Comuni con popolazione inferiore ai 15mila abitanti e quella dei Comuni oltre i 15mila abitanti.

Approvata Legge Annuale PMI con agevolazioni sui Contratti di Rete

Lo scorso 4 marzo il Senato ha approvato la legge annuale sulle PMI, ora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

L’art. 1 della Legge introduce per il triennio 2026-2028 un regime di sospensione d’imposta sugli utili destinati ai contratti di rete a favore delle imprese che stipulano o aderiscono al contratto di rete, limitatamente alle quote degli utili dell’esercizio accantonate ad apposita riserva e destinati agli investimenti previsti dal programma comune.

La quota di utili, pertanto, (l’importo non potrà comunque eccedere 1 milione di euro per ogni impresa) non concorre a formare il reddito relativo a condizione che, negli esercizi successivi:

  • la riserva non sia utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite di esercizio;
  • non venga meno l’adesione al contratto di rete.

L’agevolazione ha un limite complessivo di 15 milioni di euro per ciascuno dei periodi d’imposta coperti dalla misura. I criteri e le modalità di attuazione dell’agevolazione saranno stabiliti con decreto del Mimit, di concerto con il Mef, sentita l’Agenzia delle entrate.

Iper Ammortamento: verso eliminazione della limitazione ai soli beni U.E. 

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato la prossima emanazione di un provvedimento modificativo del nuovo “Iper Ammortamento”, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, finalizzato a eliminare la clausola che limita l’accesso all’incentivo ai soli acquisti di beni prodotti nell’Unione europea o nei Paesi aderenti allo Spazio economico europeo.

Si tratta delle disposizioni che disciplinano l’Iper Ammortamento, (articolo 1, commi da 427 a 436) prevedendo, in favore dei soggetti titolari di reddito d’impresa, la maggiorazione, ai fini dell’ammortamento, del costo di acquisizione degli investimenti in beni strumentali. In particolare, verrà disposta la soppressione della disposizione che limita il beneficio ai soli acquisti di beni prodotti in Europa o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo.

Altre modifiche riguarderanno:

le disposizioni (articolo 1, commi da 126 a 128) che hanno introdotto un contributo amministrativo a copertura delle spese collegate alle importazioni di piccole spedizioni di valore inferiore ai 150 euro. In particolare, verrà previsto il rinvio, fino al 30 giugno 2026, dell’applicazione delle suddette disposizioni per rispondere alla necessità di consentire l’adeguamento del sistema informativo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli;

le disposizioni della medesima legge di bilancio per il 2026 (art.1, comma 139) che stabiliscono le regole per la determinazione dell’imponibile IVA relativo alle permute. Verrà precisato che il nuovo criterio, che assume quale base imponibile IVA delle operazioni permutative e delle dazioni in pagamento l’ammontare complessivo dei costi si applica alle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026. Di conseguenza, per i contratti stipulati in data anteriore al 1° gennaio 2026, continuerà a trovare applicazione il criterio del valore normale.

INL: emanato il Decreto sulle Commissioni per il recupero crediti 

Con il Decreto direttoriale n. 24 del 6 marzo 2026, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha istituito le Commissioni territoriali per il recupero dei crediti della patente a crediti, come previsto dall’art. 27 del D.LGS. 81/2008 e dal DM 18 settembre 2024, n. 132.

Le nuove Commissioni, costituite in ciascun ambito regionale, sono composte dai seguenti soggetti:

  • il Direttore Interregionale dell’Ispettorato Nazionale del lavoro o dirigente dallo stesso delegato;
  • un funzionario individuato dal direttore interregionale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, esperto nella materia della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro e operante presso uno degli Uffici che ricadono nel medesimo ambito regionale;
  • il direttore regionale dell’INAIL o dirigente dallo stesso delegato;

  • un funzionario individuato dal direttore regionale dell’INAIL, esperto nella materia della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro e operante presso uno degli Uffici che ricadono nel medesimo ambito regionale.

Alle sedute della Commissione sono invitati a partecipare, senza diritto di voto, anche un rappresentante delle ASL e il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) individuato attraverso gli Organismi Paritetici di settore. L’ambito di competenza di ciascuna Commissione è individuato in relazione alla sede legale dell’impresa.

Il decreto prevede che l’impresa e il lavoratore autonomo interessati all’integrazione dei crediti trasmettano in via telematica alla segreteria della Commissione, anche attraverso apposita modulistica, istanza motivata di recupero crediti, allegando ogni documentazione utile (provvedimenti sanzionatori, relazione tecnica sulle misure adottate) alla quale può essere aggiunta una proposta di Piano di recupero dei crediti nonché la richiesta di essere auditi.

La Commissione delibera sugli adempimenti necessari affinché l’impresa e il lavoratore autonomo possano recuperare un numero di crediti almeno sufficiente per tornare ad operare; nell’ambito dell’istruttoria la Commissione attiva un apposito confronto con l’impresa interessata.

Le Commissioni valuteranno gli adempimenti necessari potendo richiedere a tal fine l’adempimento di specifici percorsi formativi da parte dei soggetti responsabili di almeno una delle violazioni, da parte dei lavoratori occupati presso il cantiere o i cantieri ove si sono verificate le violazioni che hanno comportato la decurtazione dei crediti ovvero la realizzazione di uno o più investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro effettuerà un monitoraggio annuale sull’attività delle Commissioni, con l’obiettivo di garantire uniformità applicativa, efficacia degli strumenti di recupero e miglioramento progressivo delle politiche di prevenzione.

MUD: in Gazzetta Ufficiale il nuovo modello

Lo scorso 5 marzo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 gennaio 2026 che approva il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale (MUD) per l’anno 2026, utilizzabile per le dichiarazioni riferite al 2025.

Il termine per la presentazione del MUD – normalmente previsto per il 30 aprile – è prorogato al 3 luglio 2026 che coincide con i 120 giorni dalla data di pubblicazione della nuova modulistica (ai sensi dell’art. 6 L. 70/1994).

La nuova documentazione (decreto, istruzioni, comunicazione semplificata, modelli e sintesi delle modifiche) è disponibile sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Restano esonerati dall’obbligo di presentazione del MUD i produttori di rifiuti non pericolosi derivanti dalle attività di demolizione e costruzione, nonché le imprese che trasportano i propri rifiuti non pericolosi (art. 212, comma 8, del D.LGS. 152/2006).

Sono invece obbligati i seguenti soggetti:

  • i trasportatori a titolo professionale;
  • i commercianti e gli intermediari di rifiuti senza detenzione;
  • le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti;
  • i produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • i produttori iniziali di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g) del D.lgs.152/2006 (derivanti da lavorazioni industriali, artigianali, trattamenti delle acque e abbattimento dei fumi) con più di dieci dipendenti;
  • i consorzi;
  • i gestori del servizio pubblico di raccolta.

U.E. avvia procedura di infrazione per i ritardi nella presentazione del piano “Case Green”

La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, insieme con altri 18 Stati, per il mancato invio del piano nazionale previsto dalla Direttiva Case Green sulla prestazione energetica nell'edilizia che doveva essere presentato entro il 31 dicembre u.s. per poi arrivare alla versione definitiva entro la fine del 2026.

Tali piani costituiscono lo strumento essenziale, nell’ambito della strategia europea, per perseguire gli obiettivi di riduzione dei consumi energetici degli immobili del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, con la piena decarbonizzazione entro il 2050.

La Commissione ha sollecitato gli Stati membri inadempienti a presentare i loro progetti di piani senza ulteriori indugi, concedendo “due mesi per rispondere alle lettere di costituzione in mora. In mancanza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di emettere un parere motivato”.

 

  • 16 marzo 2026
  • Blog-news
  • 18 Visite