CONFAPI ai Tavoli Istituzionali, aggiornamento al 4/02/2026

CONFAPI ai Tavoli Istituzionali, aggiornamento al 4/02/2026

CONFAPI in audizione alla Camera su PNRR

CONFAPI, rappresentata dal Vicepresidente Francesco Napoli, è stata audita dalla V° Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera, in merito al decreto che sancisce ulteriori disposizioni per l'attuazione del PNRR.

“Siamo di fronte a un provvedimento che incide sull’ultima fase di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – ha affermato il Vicepresidente Napoli –, in un momento decisivo in cui è essenziale assicurare che le risorse siano utilizzate e rendicontate nei tempi previsti, attraverso procedure snelle e strutture amministrative efficienti."

Sul decreto, il Vicepresidente di CONFAPI ha osservato: "Questa misura garantisce la continuità operativa fino alla scadenza del Piano fissata al 31 dicembre 2026 e introduce novità rilevanti per edilizia privata e opere pubbliche, consolidando semplificazioni con impatto sulla riduzione dei tempi e sulla certezza dei percorsi autorizzativi.

Accogliamo quindi con favore la proroga delle misure di semplificazione amministrativa, con ricadute significative per le PMI industriali – ha aggiunto –. Condividiamo l’estensione delle semplificazioni anche agli interventi non più finanziati dal PNRR, evitando un doppio regime giuridico e garantendo un contesto normativo più stabile e prevedibile".

Riguardo all’articolo 5 ha poi specificato: "Il nostro giudizio complessivo è positivo: apprezziamo la Conferenza di servizi decisoria in forma accelerata, con termini certi e dimezzati e rafforzamento del silenzio-assenso. Inoltre, valutiamo positivamente le misure di semplificazione su trasparenza e pubblicazione, nel segno del principio once-only e dell’interoperabilità delle banche dati, con ricorso a portali centralizzati".

Entrando nel merito dell’articolo 28, "apprezziamo la maggiore flessibilità dei cronoprogrammi FSC e il raddoppio dell’anticipazione finanziaria, con effetti positivi sulla liquidità delle PMI" ha spiegato Napoli. “Segnaliamo però alcune criticità: rischio che l’anticipo non raggiunga l’economia reale senza vincolo 'a cascata' e possibile collo di bottiglia legato ai tetti di cassa; proponiamo l’adozione di un cruscotto digitale pubblico. Valutiamo molto positivamente la misura per l’adeguamento antisismico nelle Aree Interne, con proposta di lotti funzionali e procedure accelerate."

Napoli ha poi concluso commentando le misure contenute nell’articolo 29. "Pur riconoscendo le finalità positive di rafforzare trasparenza e solidità dei fondi sanitari – ha sottolineato –, evidenziamo il rischio di compressione dell’autonomia e di eccessiva standardizzazione".

Per CONFAPI destano preoccupazione l’aumento dei costi amministrativi, il rischio di concentrazione e la possibile rigidità derivante dall’applicazione di modelli pensati per la previdenza complementare. Si propone così un principio di proporzionalità nella vigilanza, integrazione delle banche dati, standard patrimoniali specifici, fase transitoria fino al 2028 e istituzione di un tavolo permanente di consultazione.

Medio Oriente, Camisa: da crescita prezzi energia rischio per sistema produttivo italiano

“L’Europa ha già subito un durissimo colpo alla propria catena di approvvigionamento energetico con l’invasione russa dell’Ucraina ed è stata costretta a una complessa e costosa diversificazione delle fonti. Oggi ci troviamo nuovamente di fronte a uno scenario di estrema vulnerabilità”.

Lo dichiara il Presidente di CONFAPI, Cristian Camisa, commentando le tensioni in Medio Oriente e i riflessi sui mercati del gas.

“Se il Qatar venisse completamente escluso dall’equazione del GNL – spiega - i prezzi potrebbero facilmente tornare verso i 100 euro/MWh, riportandoci ai livelli del 2022. Questo metterebbe a rischio l’intero complesso energetico europeo e, con esso, la tenuta del nostro sistema produttivo, in particolare delle Piccole e Medie Imprese. Il problema poi non è soltanto il + 40% registrato sul contratto di aprile del gas naturale. A preoccupare è soprattutto il premio di oltre 5 euro/MWh che si è ricreato tra le scadenze estive e quelle invernali. Se questo differenziale non verrà riassorbito rapidamente, la campagna di stoccaggio in vista del prossimo inverno sarà fortemente penalizzata e rischierà di richiedere nuovi interventi pubblici”.

Per Camisa “la situazione appare meno grave sul fronte petrolifero. Il conflitto mediorientale non ha ancora prodotto interruzioni fisiche rilevanti dell’offerta. Il Brent scambia a 79 $/BBL, solo 6 dollari sopra venerdì: segnale che un premio al rischio significativo era già incorporato e che, finora, non si registrano stop produttivi materiali. Le criticità riguardano soprattutto logistica ed export, non distruzione di capacità upstream. Il 2 marzo ha però segnato un salto qualitativo: attacchi e incidenti hanno coinvolto Ras Tanura in Arabia Saudita, Ras Laffan e Mesaieed in Qatar (con stop alla produzione LNG), infrastrutture portuali in Oman e UAE, oltre a diverse petroliere colpite nei pressi di Hormuz.

“Formalmente – conclude il Presidente di Confapi - lo Stretto di Hormuz resta aperto, ma di fatto i flussi sono crollati per effetto assicurativo e operativo. I principali assicuratori marittimi hanno ritirato le coperture war risk; armatori e charterer hanno sospeso i transiti. I noli sono ai massimi da dieci anni, quasi raddoppiati in una settimana.  A oggi la capacità di stoccaggio nell’area garantirebbe un cuscinetto di circa 25 giorni: oltre tale soglia, senza riapertura di Hormuz, inizierebbero gli stop produttivi in grado di spingere prezzo Brent sopra i 100 dollari”.

CONFAPI in audizione alla Camera su D.L. Bollette 2026

CONFAPI, rappresentata dal Referente Nazionale in materia di Energia Massimo Marengo e dalla Responsabile Affari Legislativi e Istituzionali Stefania Multari, è stata audita presso la X Commissione della Camera dei deputati (Attività produttive, commercio e turismo) nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione in legge del Dl Bollette (recante misure urgenti in favore delle famiglie e delle imprese).

“Il provvedimento rappresenta una prima risposta concreta che valutiamo positivamente – ha detto Marengo nel suo intervento –, anche se non sufficiente, per affrontare, seppur temporaneamente, uno dei temi che mina maggiormente la competitività del sistema produttivo industriale delle PMI italiane: il costo dell’energia. Rimarchiamo, tuttavia, la necessità delle imprese di avere certezze strutturali e non interventi episodici”.

Oggi l'Italia vive un paradosso competitivo: il costo dell’energia sopra i 104 €/MWh, rispetto ai 27 €/MWh della Spagna, rappresenta un freno su investimenti, innovazione e sopravvivenza del tessuto manifatturiero. Per CONFAPI, il costo dell’energia è un fattore strategico che condiziona la capacità delle imprese italiane di competere a livello internazionale, dato il loro svantaggio rispetto ai concorrenti esteri con mix energetici più economici o politiche di compensazione più efficaci. Per questo si ritiene necessario superare interventi frammentari e procedere a un piano energetico nazionale organico.

CONFAPI valuta positivamente le misure per semplificazione, ammodernamento degli impianti, autoproduzione energetica e accesso delle PMI ai PPA (contratti di lungo termine – Power Purchase Agreement), proponendo interventi mirati per migliorarne efficacia e impatto sul tessuto produttivo. Tra queste, in merito all’Articolo 2, si accoglie positivamente l’estensione del taglio degli oneri di sistema (ASOS) alle utenze in Media e Alta Tensione per le PMI industriali non energivore che registrano un consumo elevato di energia il cui costo ne mina la competitività.

Si esprime inoltre apprezzamento per la misura PPA (Art. 4). Positiva l’introduzione di garanzie da parte del GSE e di SACE, oltre a servizi di aggregazione della domanda e attività formative per facilitare l’accesso delle PMI ai contratti di lungo termine. Sono però necessarie alcune integrazioni: Prevedere criteri di premialità a favore delle imprese più piccole e dei consorzi di PMI; Semplificare i requisiti di prequalifica, evitando criteri “corporate” e introducendo forme di garanzia collettiva per facilitare l’ingresso delle PMI nei mercati dell’energia; Chiarire che le durate dei contratti possano essere intermedie (5-7 anni) e prevedere meccanismi di tolleranza e rinegoziazione in caso di eventi normativi o di mercato imprevisti; Prevedere un ruolo delle Associazioni Territoriali o di Categoria delle PMI anche per promozione e aggregazione, oltre le iniziative formative del GSE; Adozione obbligata di schemi contrattuali standard calibrati sui profili di consumo, durata flessibile (5-10 anni), taglie ridotte, clausole di uscita e indicizzazione parziale da parte dell’Acquirente Unico. 

L’Articolo 6, che riguarda i costi ETS e la trasparenza dei prezzi, rappresenta un tasto dolente. Confapi apprezza il rafforzamento del ruolo di vigilanza di ARERA, ma sottolinea che la sterilizzazione dei costi ETS è utile solo se il risparmio finisce integralmente nelle bollette delle imprese. Chiede quindi report periodici sugli effetti reali per garantire trasparenza e difesa della filiera produttiva. Confapi condivide la necessità di rivedere il sistema ETS ed ETS2, valutando positivamente la richiesta italiana di sospensione fino a revisione profonda dei parametri delle quote gratuite. 

In conclusione, pur ritenendo il DL Bollette 2026 una buona base, Confapi ritiene necessario un approccio più ambizioso per permettere alle PMI italiane di competere ad armi pari nei mercati internazionali.

Presidente CONFAPI Cristian Camisa: con CGIL, CISL e UIL incontro molto proficuo. da oggi nuovo passo per relazioni industriali

L’evoluzione delle relazioni industriali e del mercato del lavoro, la lotta comune alla contrattazione pirata, il contratto dell’artigianato, la situazione economica del Paese. Sono i principali temi che CONFAPI, CGIL, CISL e UIL hanno affrontato nell’incontro di stamani presso la sede della Confederazione.

Attorno al tavolo c’erano il Presidente di CONFAPI, Cristian Camisa, e i Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL, Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri.

“È stato un incontro molto proficuo – ha detto Camisa - che dimostra la volontà di proseguire un cammino comune consolidato nel tempo, con la volontà di rafforzare, anche attraverso specifici tavoli tecnici, le relazioni industriali sempre più strette tra CONFAPI e i Sindacati che garantiscono effetti concreti sul benessere delle aziende e dei lavoratori. Siamo tutti convinti che la contrattazione collettiva deve necessariamente essere la via da perseguire nella quale le parti sociali si assumono l’onere e la responsabilità di trovare il punto di equilibrio tra domanda e offerta anche in termini di retribuzione.

Ribadiamo anche la necessità di rafforzare questo strumento insieme alle politiche attive che mai come in questo momento complicato possono favorire lo sviluppo e la crescita. Diminuire radicalmente il numero dei contratti affidandoli a chi ha reale rappresentanza, garantire una sana competitività e quindi azzerare la contrattazione pirata metterebbe la parola fine al dumping contrattuale che troppo spesso ha penalizzato imprese e lavoratori”.

In merito all’ipotesi di ampliamento della definizione di ‘impresa artigiana’ che prevede l’innalzamento della soglia dimensionale delle imprese, portando il limite attuale dei dipendenti fino a 50 unità — oggi compreso tra 18 e 22 a seconda del settore —, il Presidente di CONFAPI ha ribadito che “includere realtà con una consistenza occupazionale vicina a quella delle PMI industriali determinerebbe una sovrapposizione con la categoria delle piccole imprese, senza affrontare realmente il tema della crescita dimensionale. Un simile intervento produrrebbe inoltre effetti rilevanti sia sull’ecosistema produttivo sia sulle finanze pubbliche. L’ampliamento del perimetro favorirebbe infatti lo spostamento di imprese verso il settore artigiano per beneficiare di regimi più favorevoli, senza crescita reale. Sul mercato del lavoro, l’applicazione del contratto dell’artigianato alle nuove assunzioni comporterebbe un differenziale retributivo significativo, con riduzione delle retribuzioni medie e minori versamenti contributivi e fiscali. Senza considerare l’aumento dei costi da parte dello Stato e il peggioramento economico da parte dei lavoratori.

Secondo uno studio realizzato da CONFAPI, l’applicazione del contratto dell’artigianato per le nuove assunzioni comporterebbe una riduzione retributiva media del 20% per i nuovi lavoratori e un impatto negativo sul bilancio pubblico pari a 1,43 miliardi di euro, di cui 870 milioni relativi alla contribuzione Inps e 563 milioni al gettito IRPEF. I dati mostrano inoltre differenze significative tra PMI industriali e imprese artigiane: ad esempio, un operaio metalmeccanico specializzato percepisce 2.173,77 euro mensili nelle PMI contro 1.631,98 euro nell’artigianato, con un costo annuo aziendale di 44.358,09 euro nelle prime e 31.194,57 euro nelle seconde”.

Presidente Camisa all’ANSA: dazi, fattore peggiore è l'incertezza

I dazi? "Sicuramente c'è preoccupazione per una situazione che sta protraendo un periodo di continua incertezza. E per le aziende non c'è cosa peggiore dell'incertezza".

Così, il Presidente CONFAPI Cristian Camisa, sentito dall'ANSA in merito alla decisione della Corte Suprema Usa e il successivo rilancio del presidente Trump sulle tariffe.

"Quando le cose cambiano continuamente le aziende procrastinano gli investimenti e le strategie nei confronti dell'export", sottolinea Camisa che però ricorda i dati dell'ultima indagine congiunturale dell'associazione delle PMI italiane, pochi giorni fa, dalla quale emergeva che quasi l'80% delle imprese intervistate non prevedeva impatti rilevanti dall'introduzione dei dazi statunitensi.

"Un risultato - dice Camisa - anche dovuto al fatto che le nostre aziende per oltre il 70% sono orientate sull'Europa, date anche le loro dimensioni".

In questo clima, dice ancora il presidente Confapi, il tema dei dazi non è l'unico perché la svalutazione del dollaro sta incidendo "in maniera pari o superiore e questa è un aggravante importante".

Gli interventi? "Stiamo lavorando per un hub logistico negli Usa per abbattere i costi di distribuzione che per le PMI sono un costo importante e poi stiamo cercando di lavorare in sinergia con SACE, SIMEST, CDP per fare sì che tutti gli strumenti a disposizione delle aziende possano essere effettivamente utilizzati: perché molto spesso gli strumenti ci sono ma le aziende non li conoscono".

D'altronde, conclude, se si vuole centrare quell'obiettivo di 700 miliardi di esportazioni entro fine legislatura, bisogna ricordare che il 48% dell'export italiano proprio dalle piccole e medie imprese è realizzato.

Il Presidente CONFAPI Cristian Camisa alla task force con Ministro Tajani sui dazi

Il Presidente CONFAPI Cristian Camisa è intervenuto alla riunione della Task Force dazi presieduta dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani.

Al centro della riunione, l’aggiornamento da parte del Ministro Tajani sulle relazioni commerciali transatlantiche alla luce della recente sentenza della Corte Suprema statunitense sui dazi “reciproci” e delle conseguenti misure annunciate dall’Amministrazione USA.

Nel corso del suo intervento il Presidente Camisa ha ribadito la preoccupazione delle PMI Industriali, per le quali, “più ancora del livello dei dazi, pesa il clima di incertezza che si è determinato negli ultimi mesi” ed in particolare “la variabilità del quadro normativo e commerciale che rende più complesse le scelte di investimento e di pianificazione sui mercati extraeuropei”. “In questo clima – ha aggiunto -, il tema dei dazi non è l'unico perché la svalutazione del dollaro sta incidendo in maniera pari o superiore e questa è un'aggravante importante”.

Tra le proposte portate dal Presidente, un credito di imposta pari al 20% che vada a compensare i dazi, la sospensione dei cosiddetti dazi autoimposti ovvero quelli legati al Green Deal e al CBAM nonché la creazione di un hub negli Usa per abbattere i costi di distribuzione che per le PMI sono un costo importante. È inoltre necessario un chiarimento sul tema del recupero dei dazi IEEPA. Per CONFAPI, inoltre, bisognerebbe valutare un pacchetto nazionale di strumenti che possano rappresentare un ponte di liquidità che copra i rischi legati alla cancellazione delle commesse che sia di fatto in sinergia con SACE e SIMEST e che sia focalizzato sulle PMI.

  • 04 marzo 2026
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